La pensione ai superstiti viene concessa ai superstiti di deceduti in attività o di pensionati. Tale prestazione varia in funzione del numero dei beneficiari e del loro reddito.
Viene liquidata in caso di decesso di un assicurato (in questo caso si parla di reversibilità indiretta) o di un pensionato (in questo caso si parla di semplicemente di reversibilità), in presenza di determinati requisiti.
Possono beneficiare di questo trattamento previdenziale:
il coniuge, anche se separato;
i figli minorenni, maggiorenni se ancora studenti (fino a 26 anni se universitari), o inabili al lavoro;
i genitori, se hanno più di 65 anni al momento del decesso del figlio, se a carico dello stesso e se non percepiscono altra pensione;
i fratelli, se a carico del defunto o inabili, non coniugati o non titolari di altre pensioni.
In caso di decesso di pensionato, la reversibilità spetta in ogni caso, mentre in caso di lavoratore, il diritto spetta se il defunto aveva 15 anni di contributi in tutta la sua vita lavorativa o almeno 5 anni, di cui 3 nell’ultimo quinquennio.
La pensione di reversibilità subisce una riduzione rispettivamente
del 25% se il reddito del richiedente è superiore a 3 volte,
del 40% se il reddito del richiedente è superiore a 4 volte,
del 50% se il reddito del richiedente è superiore a 5 volte,
Per le pensioni decorrenti dal 1 gennaio 2012, l’importo dell’assegno mensile viene decurtato nei casi di pensionati deceduti che, in tarda età, avevano sposato persone decisamente più giovani.